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Znòv © 2020

Znòv (diciannove in dialetto romagnolo) fa parte del progetto collettivo "Iso-lamento" sviluppato dalla Compagnia del Luppolo: un collettivo di fotografi riminesi giunti allo sviluppo della quarta tematica.

Quando iniziai a pensare alla serie di fotografie mi sentii in dovere di escludere il mero racconto della mia quotidianità, una quotidianità come tante altre che si sarebbe mischiata e dispersa dentro ad altre vite più preponderanti e sensibili della mia.
Mi ha interessato invece il rapporto con la realtà e la sua mutazione.
La serie Iso-lamento prende forma dalle 2 fonti di reperimento della realtà che ci rimangono in sede di isolamento domestico.
Il mondo esterno entra in contatto con noi attraverso due feritoie dalle quali è possibile spiare: la finestra e lo schermo.
Durante il lockdown i nostri occhi possono carpire il reale in presa diretta solo attraverso la finestra che ci rimanda una porzione di mondo esterno limitata, confinata allo spaccato di realtà che ci passa davanti, confinata alla direzione che lo sguardo può prendere. Una visione, per forza di cose limitata, dall'ampiezza, dalla posizione e dal punto di vista che la finestra consente.
Alla realtà che possiamo saggiare in presa diretta si affianca la feritoia dello schermo che fa entrare tutta quella porzione di mondo che non siamo più in grado di raggiungere, di verificare direttamente. E' una visione mediata, non libera, è una visione che viene scelta dai padroni del palinsesto, dalla attualità, dai contenuti caricati e filtrati o semplicemente dai contenuti che riescono a raggiungerci.
La mia riflessione sull'impossibilità potenziale di verificare con mano una qualsiasi realtà raggiungibile perché chiusi forzatamente in casa, si esplica attraverso un' immagine della realtà diretta (feritoia finestra) mediata dallo schermo.
La fotografia del mio mondo direttamente raggiungibile viene visualizzata sullo schermo e da lì rifotografata tramite multiesposizione.
Le fotografie sono state realizzate a mano libera, sovrapponendo 19 immagini tramite esposizioni multiple, sovrapponendo immagini della feritoia "finestra" fotografate dalla feritoia "schermo".
Queste immagini sono state implementate da altre immagini che condensano, tramite la medesima tecnica multiscatto, una serie di video che rappresentano gli apici mediatici del lockdown.
Così la conferenza del premier o tutto il processo produttivo delle mascherine chirurgiche, un noto virologo intervistato da un noto presentatore, la quotidiana conferenza stampa della Protezione Civile vengono condensati in un unica immagine composta da 19 esposizioni consentendo a quella immagine di contenere tutto il flusso di quel medesimo reale.
Queste foto, fotografate dallo schermo come sprazzi di realtà, entrano attraverso lo schermo nelle vite quotidiane. Come flussi ripetibili, uguali a se stessi, ridondanti. Foto di foto, realtà di realtà, traslate, sovrapposte, fluide che hanno decisamente mutato il percepire del nostro personale reale.

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https://www.mauriziomaestri.it/zno_v_copy_2020-a9801

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